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Fonte: Fuoriluogo, di Giancarlo Arnao 15/01/1999

Drugstories

Vittorie di Pino (e altre storie)

VITTORIE DI PINO 1
I grandi cartelli della coca sono stati sconfitti? Sì. Un po’ come è avvenuto in Italia con la mafia, la Colombia è riuscita a distruggere il mito dell’invincibilità dei cartelli criminali più potenti del mondo. I narcos non sono stati distrutti, il posto dei cartelli è stato preso da tanti gruppi criminali di piccole e medie dimensioni che sono anche più pericolosi perché meno visibili. (Intervista a Pino Arlacchi del Corriere della sera, 26 ottobre 1998)

VITTORIE DI PINO 2
Il suo accordo con i Talebani in Afghanistan ha prodotto molte polemiche e pochi risultati. Rifarebbe ciò che ha fatto? (…) Siamo delusi dei risultati ottenuti finora, le coltivazioni si sono ridotte, ma solo a causa del cattivo tempo. L’unico atto concreto che abbiamo visto è stata la distruzione di due tonnellate di oppio pari a duecento chilogrammi di eroina. (ibidem)

(N.d.R.: la produzione di oppio in Afghanistan per il 1996 è stata di 1230 tonnellate)

SCONTRI DI PRINCIPIO…
Contestualmente alle elezioni USA di novembre, sono stati celebrati ben otto referendum che riguardavano la politica della droga. L’uso medico di marihuana (duramente osteggiato dal Governo e dall’ONU) è stato approvato in Alaska (58% dei voti), Arizona (dove il precedente referendum del 1996 era bloccato di forza dal governo federale) (57%), Nevada (59%), Oregon (55%), Washington (59%). In Oregon è stata bocciata una legge che criminalizza il semplice possesso di marihuana (67%) già approvata da 2/3 dei parlamentari statali. In Arizona è stato approvata la sostituzione del carcere con il trattamento per alcuni reati di droga (52%). In Colorado l’uso medico di marihuana ha avuto il 57% dei voti, ma il referendum è stato invalidato per motivi procedurali. Nel Distretto della capitale di Washington la validità del referendum è stata vanificata da una legge del Congresso che vieta il finanziamento di qualsiasi operazione collegata con la modifica della proibizione delle droghe; di conseguenza, le autorità si sono rifiutate di calcolare e comunicare i risultati del referendum per "mancanza di fondi"; gli exit poll hanno tuttavia rilevato che l’uso medico di marihuana è stato approvato dal 69% dei votanti. Considerando questi dati alla stregua di sondaggio politico-culturale, possiamo constatare che, includendovi la California (dove l’uso medico di cannabis è stato imposto da un referendum due anni fa) la politica della droga del Governo USA è stata respinta da una significativa maggioranza dei votanti in otto referendum su otto. Gli elettori consultati corrispondono ad un campione demoscopico di 47 milioni di abitanti, pari a circa il 19% della popolazione USA (Newsbriefs: Election ’98 Supplement)

…INESISTENTI, RIDICOLI E PERICOLOSI
(…) Evitando scontri di principio su categorie inesistenti del tipo proibizionismo o anti-proibizionismo: scontri che servono solo a che li fa e il cui effetto è ridicolo, fastidioso e a volte pericoloso per chi di farmaci continua a soffrire o a morire e per chi di persone che stanno male continua faticosamente ad occuparsi (L. Cancrini, L’Unità 15-11-98)

Pubblicato da LF il 15/11/2010

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