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La rubrica sulla Cannabis Terapeutica di Fuoriluogo.it

Numero 10 – Dicembre 2018
Supplemento mensile alla newsletter di Fuoriluogo.it – Droghe e Diritti
A cura di Francesco Crestani, Associazione Cannabis Terapeutica
Ogni quarto lunedì del mese nella vostra mail

Sclerosi multipla e cannabis

Scienziati dell’Università del Colorado hanno voluto studiare le caratteristiche dei pazienti con sclerosi multipla utilizzatori di cannabis, vista la particolarità del fatto che in quello stato è disponibile cannabis sia per uso medico che ricreativo. Per questo è stato fatto un sondaggio, dal quale è risultato che il 38% dei 251 che hanno risposto erano utilizzatori di canapa, mentre la media negli USA è del 16%. Gli utilizzatori riferivano che usavano la cannabis soprattutto per il dolore, l’ansia, gli spasmi, l’insonnia e i disturbi del sonno, e riportavano un miglioramento maggiore del 60%.  Il 49% usava canapa a quantità simili di THC e CBD, il 20% solo con CBD e il 9% solo con THC. La maggioranza (43%) spendeva meno di 25 dollari al mese, il 24% ne spendeva 25-49. Gli autori concludono che i pazienti riportano un’alta efficacia con minimi effetti collaterali.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=weinkle+domen

Sclerosi multipla e Sativex

Una ricerca eseguita in Italia su 19 pazienti con sclerosi multipla trattati con il farmaco Sativex, a base di estratti di cannabis, ha dimostrato che provoca riduzione del dolore. Ricordiamo che questo farmaco è registrato solo per la spasticità non responsiva ad altri farmaci, non per il dolore. La ricerca inoltre suggerisce che l’effetto analgesico in questi pazienti potrebbe dipendere da una “modulazione periferica”.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6163235/

Riduzione dell’uso di oppiacei

Uno studio retrospettivo ha valutato i pazienti con dolore cronico in terapia con oppiacei, ai quali era aggiunta la cannabis, in una comunità rurale del New Mexico. Ne è risultato che con l’uso di cannabis il punteggio del dolore è migliorato dell’80% nei pazienti con cancro e del 75% nei pazienti con dolore non da cancro. L’uso combinato di farmaci anti-infiammatori ha migliorato i punteggi del 67% dei casi, mentre in chi non li assumeva il miglioramento era del 33%. L’uso di cannabis permetteva una riduzione degli oppiacei del 41%.
http://ascopubs.org/doi/abs/10.1200/JCO.2018.36.34_suppl.189?af=R

Qualità della vita nella cachessia da tumore

La cachessia, ovvero il grave deperimento che si ha nelle forme tumorali, è ovviamente accompagnato da peggioramento della qualità della vita. Il sintomo è stato studiato in un gruppo di pazienti canadesi; alcuni di questi (54) erano trattati con cannabis proprio con indicazione “aumento dell’appetito”. A tre mesi vi era un miglioramento statisticamente significativo; inoltre la via inalatoria aveva effetti migliori rispetto a quella per bocca. Il peso dei malati però non variava.
http://apm.amegroups.com/article/view/21116

Capacità cognitive nel tumore

L’uso di cannabis terapeutica può dare deficit nelle capacità cognitive dei malati di tumore? Per rispondere a questo quesito, in Israele è stato condotto uno studio pilota su 17 pazienti vs un altro gruppo di 17 che non veniva trattato con cannabis. Nei malati in cura con cannabis vi era miglioramento nella debolezza (fatigue), nell’appetito e nel sonno, e dopo tre mesi di utilizzo non vi era alcun declino cognitivo misurato attraverso vari test appositi.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30540595

Gastrite

L’uso di alcolici provoca gastrite; in questo caso è stata fatta una analisi di un registro americano di pazienti con uso di alcool, e si è visto che l’utilizzo concomitante di cannabis provoca una riduzione del 25% della probabilità di sviluppare gastrite. Gli autori concludono che sono necessari ulteriori studi per delineare i meccanismi di questa loro scoperta non solo per quel che riguarda la gastrite da alcool, ma anche per la gastrite da altre cause.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30536396

Anemia a cellule falciformi

Questo tipo di anemia è una condizione su basi genetiche, nel quale i globuli rossi si deformano e da rotondi assumono una forma “a falce”, cioè a semiluna. Questo fa sì che non scorrano bene nei vasi e si hanno delle dolorose crisi ischemiche.Questo studio ha dimostrato che i pazienti trattati con cannabis venivano ricoverati meno spesso nei sei mesi susseguenti all’inizio della terapia rispetto ai malati che non la assumevano (nel periodo precedente non vi era differenza). Gli autori suggeriscono che questo dipenda dal miglioramento del dolore con l’uso di canapa medica.
http://www.bloodjournal.org/content/132/Suppl_1/858

Disturbo da stress post-traumatico

In seguito a un trauma psicologico, ad esempio dopo una missione di guerra, un terremoto, una violenza, può insorgere questo disturbo, in cui sono presenti sintomi come incubi e alterazioni dell’umore. In questa serie di undici pazienti, studiati in Colorado, dieci hanno risposto al trattamento con cannabidiolo in aggiunta al trattamento standard.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30543451

Disturbo da stress post-traumatico nelle donne delle “minoranze sessuali”

Le donne delle cosiddette “minoranze sessuali” (lesbiche, bisessuali etc) a causa delle difficoltà alle quali vanno incontro possono soffrire di disordine da stress post-traumatico. La ricerca dimostra che rispetto alle donne eterosessuali, queste donne hanno maggiori sintomi di disordine da stress post-trauma e maggior consumo di cannabis, il che viene interpretato come un meccanismo per gestire le loro difficoltà affettive.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30553032