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Testata Kw Salute
 
  mercoledi 29 novembre 2000
     
   
 
La Notizia

Marijuana terapeutica: presentato il libro bianco al ministro Veronesi


redazione KwSalute


Antinausea nelle chemioterapie antitumorali, analgesica, antispastica nella sclerosi multipla e nelle lesioni traumatiche del midollo spinale, stimolatrice dell’appetito, anti-glaucoma, antidepressiva, e molto altro ancora. Queste le proprietà terapeutiche della cannabis, secondo il libro bianco presentato oggi da Fuoriluogo a Genova, in occasione della terza conferenza nazionale sulle tossicodipendenze. Il libro sarà consegnato anche al ministro Veronesi, assieme a una lettera aperta in cui si chiede il suo intervento per eliminare tutti quegli ostacoli che impediscono l’uso terapeutico dei cannabinoidi in un contesto di legalità e sicurezza.

Il “Libro bianco sugli usi terapeutici della cannabis”, ottavo dei quaderni di Fuoriluogo, e oggi disponibile on line all’indirizzo http://www.fuoriluogo.it/, riporta le testimonianze di pazienti che hanno sperimentato la cannabis per curare le malattie più diverse, seguite da una sintesi della attuali conoscenze medico-farmacologiche sull’argomento. “Molti pazienti in molti paesi – riferisce Maurizio Baruffi, di Fuoriluogo – nell’attesa che la ricerca medica e farmacologia sviluppi nuovi farmaci estratti o derivati dalla cannabis, somministrabili in modo sicuro ed efficace, stanno chiedendo a gran voce di essere autorizzati fin da subito ad utilizzare la sola forma di cannabis oggi largamente disponibile: la marijuana e l’hashish del mercato nero, o meglio di avere la possibilità di coltivare in proprio, senza rischi legali, qualche pianta di cannabis per autoconsumo. Da tutto ciò è nata l’iniziativa di preparare il libro bianco”.

Tra le testimonianze, quella di Giampiero T., 27 anni, geometra, che in seguito a un grave incidente avuto a 19 anni soffre di crisi epilettiche, per le quali si cura con una terapia a base di barbiturici, che dà pesanti effetti collaterali. Comincia a fumare marijuana, e le crisi epilettiche cessano. Ma si ripresentano puntualmente nei periodi in cui smette di fumare. Alla fine, il parere del medico: “In considerazione dei vantaggi apportati da questa sostanza al signor Giampiero T., dei bassi livelli di rischio tossicologico e dei consistenti effetti collaterali sperimentati con i farmaci antiepilettici legali, si ritiene farmacologicamente corretto e umanamente doveroso che il signor Giampiero T. sia autorizzato alla terapia antiepilettica con cannabis indica seguita da monitoraggio medico”.

Con il libro, Fuoriluogo consegna al ministro anche la lettera, in cui i pazienti chiedono a Veronesi di fare quanto è nelle sue possibilità per: l’immissione nel prontuario farmaceutico dei cannabinoidi di sintesi già disponibili in commercio in altri paesi (dronabinol e nabilone); l’individuazione di laboratori pubblici e istituti universitari per la produzione di preparati naturali di cannabis; il finanziamento di ricerche su modalità di assunzione dei cannabinoidi alternative al fumo; la sperimentazione, presso l’Istituto superiore di sanità o altri istituti di ricerca, di protocolli terapeutici in quelle patologie in cui ci sono promettenti evidenze, ma non ancora certezze.



 29 Novembre 2000


 
Approfondimenti
 

  • Lettera aperta al Ministro della Sanità Veronesi
    Fuoriluogo.it

  • Il testo completo del libro bianco
    Fuoriluogo.it


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