Torna alla pagina precedente
il manifesto
28 NOVEMBRE 2000


La buona cannabis del signor T.
Un giovane epilettico che si cura con la marijuana. Il suo non è un caso isolato
A. P. - GENOVA

Giampiero T., 27 anni, geometra. A 19 viene investito da un'auto, 45 giorni di coma, poi viene dimesso dall'ospedale. A un anno esatto dall'incidente, la prima crisi epilettica. Di nuovo un ricovero e dosi massicce di antiepilettici, per 10 mesi. Qualcuno gli dice che può curarsi con la marijuana. Sospende i farmaci e si procura un'erba che non aveva mai fumato prima. Dal '94 al '97 non ha più avuto una crisi. Ma nel '96 gli sequestrano 11 piantine che coltivava in casa, passa 2 notti in carcere e viene condannato a un anno e mezzo. Nel marzo 2000 viene però assolto perché "il fatto non costituisce reato".
A causa di un trasferimento, interrompe per un anno la marijuana e ha di nuovo quattro crisi con ricovero, rifiutando sempre di assumere farmaci.
Dal '98 riprende la sua terapia "proibita" e da allora non ha mai più avuto crisi. Ecco le conclusioni di Nunzio Santalucia, il medico dal quale è in cura: "In considerazione dei vantaggi apportati al signor T. da questa sostanza, dei bassi livelli di rischio tossicologico e dei consistenti effetti collaterali sperimentati con farmaci antiepilettici legali, ritengo farmacologicamente corretto e umanamente doveroso che il signor T. Sia autorizzato alla terapia antiepilettica con cannabis medica seguita da monitoraggio medico".
C'era anche Giampiero T. all'assemblea nazionale promossa dal cartello "Per un'altra politica sulle droghe". Sono 6 i "casi clinici" contenuti nel Libro bianco curato dal Centro culturale cannabis, da Forum droghe e dal Medical Cannibis. Ciascuno con una differente patologia, tutti e 6 i malati hanno in gran parte risolto il loro problema grazie all'assunzione terapeutica di hascisc e marijuana. Ed è questo che scrivono, in una lettera aperta, al ministro della sanità Umberto Veronesi: "Siamo un gruppo di pazienti affetti da differenti patologie... la possibilità di poter liberamente fare ricorso ai derivati della cannabis che si è rivelata in grado di aiutarci a trovare sollievo alle nostre sofferenze, è fortemente limitato dal fatto che si tratta di sostanza non reperibile legalmente. L'unica maniera per ottenerla è il ricorso al mercato nero, comportamento che molti di noi ritengono eticamente censurabile oltre che rischioso. Le chiediamo di fare quanto è nelle sue possibilità...". Quattro le loro richieste: 1) - Immissione nel prontuario farmacologico dei cannabinoidoi di sintesi già disponibili in commercio negli altri Paesi; 2) - Laboratori pubblici e istituti universitari per la produzione di preparati naturali di cannabis; 3) - Il finanziamento di ricerche su modalità di assunzione alternative al fumo; 4) - La sperimentazione presso l'Istituto superiore di sanità o altri istituti di protocolli terapeutici in quelle patologie in cui ci sono promettenti evidenze ma non ancora certezze.
Questa mattina il ministro Veronesi aprirà, con i ministri della Solidarietà sociale e della Giustizia, la terza Conferenza governativa sulle droghe. Risponderà a Giampiero T.?


Torna alla pagina precedente